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V NEGAZIONE E AFFERMAZIONE

 

Tansillo. Né per questo che l'obietto è infinito, in atto simplicissimo, e la nostra potenza intellettiva non può apprendere l'infinito se non in discorso, o in certa maniera de discorso, com'è dire in certa raggione potenziale o aptitudinale, è come colui che s'amena a la consecuzion de l'immenso onde vegna a constituirse un fine dove non è fine.

Cicada. Degnamente, perché l'ultimo fine non deve aver fine, atteso che sarebe ultimo. È dunque infinito in intenzione, in pefezione, in essenza ed in qualsivoglia altra maniera d'essere fine.

(Eroici furori, I,III)

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