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INTRODUZIONE

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La letteratura critica propone le più diverse interpretazioni dell'opera di Giordano Bruno, anche riguardo ad aspetti non secondarî; spesso vengono rilevate contraddizioni fra le varie parti della sua filosofia (la gnoseologia, la dottrina della natura, l'etica). La mancanza di un lavoro sistematico come esito della riflessione di questo autore è stata a volte presa come indice di una non sempre chiara organizzazione di idee che lascino trasparire in modo limpido quella coerenza che è il necessario collante di ogni significativa riflessione filosofica. La difficoltà interpretativa è dovuta forse anche al fatto che il Nolano, a causa del continuo vagabondare a cui è stato costretto, non ha avuto la possibilità di dare ordine alla sua produzione; questo non significa che se avesse avuto l'opportunità di una maggiore sicurezza e stabilità avrebbe dato alla sua riflessione una forma compiuta, intesa come un sistema chiuso, perché tale esito è estraneo all'essenza della sua filosofia. Non bisogna poi dimenticare che gli è stato impedito di scrivere quando aveva quarantaquattro anni, nel pieno delle capacità e forse all'acme della sua maturità filosofica. Tali difficoltà ermeneutiche rendono comunque affascinante lo studio di quest'originale filosofo; egli è ancora oggi un problema aperto, mentre non possiamo dire altrettanto, o almeno non nella stessa misura, di quei pensatori che hanno lasciato dei sistemi compiuti e precisi. Se prendiamo ad esempio Spinoza, che viene spesso paragonato a Bruno per certe affinità, vediamo che quello, nella geometricità delle sue dimostrazioni e dei suoi corollarî, non lascia tanto spazio alle possibilità esegetiche. Nell'interpretare i testi bruniani sorge inizialmente un problema già rilevato da Felice Tocco, ovvero il fatto...

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